Birra agricola: la birra si trasforma in un prodotto agricolo

La birra agricola, per lo stato italiano, è un prodotto agricolo. Per produrre questo tipo di birra occorre che le aziende produttrici rispettino una serie di regole rigide. Queste regole permettono all’azienda di operare in un mercato esclusivo ma in forte crescita.

Negli ultimi anni questo settore ha avuto una grande espansione. A favorire la produzione della birra agricola, c’è stato anche l’aiuto di un regime di tassazione favorevole. In più, sono stati introdotti dei finanziamenti statali agevolati che hanno un massimale di 200.000 euro.

I produttori di birra agricola hanno anche un altro importante vantaggio, infatti l’orzo che viene utilizzato per produrre il malto non ha bisogno di alcun fertilizzante. Questo prodotto, oltre che ad essere buono, è perciò anche salutare.

Cos’è e chi la produce?

Con l’espressione birra agricola si intendere la birra che viene prodotta e poi imbottigliata nella stessa azienda che ha coltivato l’orzo. L’azienda produttrice possiede i materiali e le attrezzature che consentono la trasformazione del malto in birra.

Gli agricoltori che producono birra agricola fanno parte del consorzio COBI, nato nelle Marche negli anni ’90 e successivamente diffuso in tutta Italia. Il COBI, facendo cambiare le normative, ha permesso alle aziende di essere considerate aziende agricole. La birra agricola non è prodotta in quantitativi industriali e in più le materie prime utilizzate sono poste ad una particolare attenzione.

La normativa

Il decreto ministeriale 212 del 2010 ha stabilito che la birra non è più reputata come una semplice bevanda ma è paragonata ad un prodotto agricolo.

Le aziende produttrici di birra agricola sono sottoposte a un regime di tassazione favorevole, infatti essa è calcolata tenendo in considerazione il reddito come agrario. Per quanto riguarda l’IVA, è possibile scegliere tra il regime normale e quello speciale. Con la scelta del regime normale le aziende hanno il permesso del recupero della somma versata. Molte aziende scelgono prima il regime normale per passare successivamente a quello speciale.

Per essere classificati come birrifici agricoli serve che il 51% delle materie prime utilizzate sia prodotto nella propria azienda agricola.

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